AFA - Associazione Familiari Alzheimer VCO

Il vecchio

Questo racconto è stato scritto dal signor Franco, familiare di un'ospite dell'Opera Pia.

Lo pubblichiamo volentieri perché riguarda alcune verità della vita che talvolta cambia drammaticamente con l'anzianità, fino a sconvolgere tutto quello che è sempre stato dato per scontato.

Con fantasia, sensibilità e intelligenza il signor Franco ha realizzato questa pagina e ce l'ha donata. Noi lo ringraziamo moltissimo e condividiamo il racconto "Il vecchio" con i nostri lettori.

"Il vecchio"

Cominciò a capire che non ce l'avrebbe fatta a sopportare oltre quando si scoprì per strada, in mezzo alla gente, a parlare da solo, a voce alta. Ecco, ora aveva la risposta: si era più volte chiesto se, invecchiando ed a forza di ingoiare rospi, lottando contro i mulini a vento, avrebbe ceduto prima il fisico o la mente.

Ora lo sapeva. Piano piano, continuando così, la sua mente avrebbe cominciato a perdere colpi; la memoria sarebbe svanita, sarebbe arrivato anche a vaneggiare come un drogato. Quel continuo arrovellarsi nel tentativo di trovare una soluzione a problemi che non potevano essere risolti, se non provocando altri problemi, forse più grandi.

Quella rabbia impotente contro il mondo che considerava ingiusto e bastardo. Quel rimuginare errori passati e occasioni perdute, tutto ciò lo aveva portato ad isolasi sempre più dagli altri ed a rintanarsi in se stesso come un animale ferito. Sotto questa pressione prima o poi qualcosa si sarebbe rotto dentro. Cedette la mente, poco a poco, impercettibilmente.

Quel giorno però, a bordo della barca dell'amico Daniele, che solcava, sgroppando come un puledro, le azzurre acque del golfo, il Vecchio si sentiva ancora come un leone, anzi un lupo; di mare s'intende. La schiena appoggiata allo strallo di prua, incurante degli spruzzi salmastri che lo inzuppavano quando la barca picchiava più forte nel cavo dell'onda, lasciava che la sua mente vagasse a ruota libera riportandolo ai primi anni di mare quando, all'età di dodici anni, era salito per la prima volta su una barca a vela.

Nonostante l'età avanzata. sapeva anco­ra come stare in barca e rendersi utile, specie quando il vento rinfrescava ed il mare cominciava ad alzarsi. Era contento: la giornata al largo de/le Cinque Terre era stata intensa e piacevole ma quando, salutati gli amici dopo il rientro al porticciolo, si avviò a cercare l'auto per il ritorno a casa, una brutta sorpresa lo attendeva.

L'auto, sul piazzale dove pensava di averla parcheggiata. non c'era. La testa cominciò a girare ed il cervello entrò in totale confusione. Era quello il parcheggio giusto? Fece un giro nei dintorni, poi pensò che potevano avergliela rubata. Cercò un vigile e chiese aiuto. Il vigile, dopo averlo ascoltato per un po', capì che qualcosa non andava nel discorso del vecchio e si offrì di farlo salire con lui sul mezzo di servizio per ispezionare la cittadina alla ricerca dell'auto perduta.

Non ci volle molto a ritrovarla: era sistemata in una viuzza, seminascosta da un camion. Allora il vecchio disse che qualcuno doveva avergliela spostata ed il vigile comprensivo. finse di crederlo. Non era la prima volta che gli succedevano cose del genere. ma lui non voleva ammetterlo. Le chiavi ad esempio. Qualcuno si divertiva a nasconderle, perché non si trovavano mai.

Allora pensò di nasconderle lui: mise il mazzo in un sacchetto di plastica. fece un buco nel terreno sul bordo del prato e le seppellì. I famigliari dovettero correre ai ripari con gli accorgimenti più svariati, ma i problemi aumentavano. Anche le strade del quartiere dove abitava sembravano non essere più le stesse e più di una volta: si trovò a vagare per ore, prima che qualcuno lo riportasse a casa.

Ma quello che più non capiva era perché la moglie od altri si divertissero a spostare gli oggetti di casa nei posti più impensabili: le posate in bagno, gli indumenti nel frigorifero, ecc. dando poi la colpa a lui. Succedeva anche che gli facessero notare che le mutande vanno messe sotto i pantaloni e non sopra. Ma cosa credevano? Che lui fosse diventato scemo? Casomai erano loro gli scemi.

Gli avevano anche rubato le chiavi della macchina, così non poteva più guidare ed il cancello elettrico era sempre guasto, così non poteva uscire da solo. Ma un bel giorno di autunno il cancello, che pareva chiuso, era invece solo accostato, così si disse: "Bene oggi posso andare a funghi, io so dove trovarli”. Prese un cestino, calzò gli scarponi ed infilò un sentiero non lontano da casa, che portava su in alto, nei boschi sopra i monti, su quei sentieri che lui conosceva bene per averli percorsi in lungo ed in largo chissà quante volte.

Lo cercarono per due giorni, con l'aiuto del soccorso alpino, carabinieri e vigili del fuoco. Lo trovarono in fine sul fondo di un breve dirupo, seminascosto da un mucchio di foglie. Non lontano da lui, di fianco al cestino, due bei funghi: un porcino ed un "ferret". Lo aveva ben detto lui che sapeva dove trovare i funghi!

(Franco Boero)

Post correlati
15/03/2014 - Inaugurazione AFA



0 commenti  Aggiungi il tuo



Per commentare occorre essere un utente iscritto
×
Ricevi gratuitamente i nostri aggiornamenti